Il giorno 12 gennaio il nostro Istituto ha partecipato ad un webinar … ”Dal bullismo al cyber-bullismo: scenari futuri in ambito nazionale ed europeo”. Sono intervenuti il responsabile del settore sistemi informativi prof. Antonio Teti, il vice questore di Macerata e capo della polizia postale di Pescara Sorgonà Pasquale, la giornalista Michela Ridolfi e la criminologa e psicologa forense Roberta Bruzzone. Interessanti gli argomenti affrontati da cui possiamo trarre alcune riflessioni. Il bullismo è una forma di comportamento violento e intenzionale, di natura sia fisica che psicologica, ripetuta nel corso del tempo e attuato nei confronti di persone considerate come bersagli facili. Il termine è principalmente utilizzato per riferirsi a fenomeni di violenza tipici degli ambienti scolastici e più in generale di contesti sociali riservati ai più giovani. Il bullismo come fenomeno sociale è oggetto di studio tra gli esperti delle scienze sociali e della psicologia giuridica. A partire dagli anni 2000, con l’avvento di Internet, si è andato delineando un altro fenomeno legato al bullismo, anche in questo caso diffuso soprattutto fra i giovani, il cyber-bullismo . Il cyber-bullismo è la manifestazione in rete del bullismo. Oggi la tecnologia consente ai bulli di infiltrarsi nelle case delle vittime, di materializzarsi in ogni momento della loro vita, perseguitandole con messaggi, immagini e video offensivi inviati tramite smartphone o pubblicati sui siti web tramite Internet. L’Italia oggi è al 25 posto per atti di cyber-bullismo nel mondo. Il cyber-bullismo definisce un insieme di azioni aggressive e intenzionali, di una singola persona o di un gruppo, il cui obiettivo e quello di provocare danni ad un coetaneo incapace di difendersi. Secondo noi come nel bullismo tradizionale, il bullo vuole prendere di mira chi è ritenuto “diverso”, solitamente per aspetto estetico, timidezza, abbigliamento ritenuto non convenzionale e così via. Il bullo tende a comportarsi così a causa della sua situazione familiare. Generalmente accade che i comportamenti vissuti in famiglia vengano riproposti nella relazione con i coetanei. Molto spesso in queste famiglie c’è una situazione di disagio, in cui il ragazzo o la ragazza non è seguito bene dai genitori. Le conseguenze del bullismo e del cyber-bullismo sono, com’è possibile immaginare, l’isolamento, implicando esso a sua volta danni psicologici non indifferenti, come la depressione o, nei casi peggiori, intenzioni suicide. Il fenomeno del cyber-bullismo si può considerare strettamente correlato a quello dei cosiddetti “leoni da tastiera” e degli hater. Noi pensiamo che non bisogna riprendere nessuno di nascosto e soprattutto non bisogna mai postare su internet video o immagini senza il consenso di chi è raffigurato. Non bisogna mai fidarsi e il nostro consiglio è che quando si è vittima di bullismo o cyber-bullismo bisogna sempre parlare e confidarsi o con i genitori, o con i professori o con gli amici.

 

Sara Taraborrelli  (babysindaco)

Francesco Triveri ( classe 3B)