A confronto i bisogni del passato e quelli odierni, per evidenziare come sia cambiato il tenore di vita dei sansalvesi negli ultimi 60 anni.

San Salvo, piccolo centro abitato destinato a diventare una cittadina, nasce come una piccola comunità di contadini che grazie ad un grande sviluppo industriale si è evoluto, cambiando di fatto le proprie necessità. In questo articolo, grazie alle testimonianze delle nostre nonne, siamo riusciti ad elencare una diversità di bisogni messi a confronto in due epoche differenti, il dopoguerra e l’epoca contemporanea.

Il turismo e la nascita dei due colossi industriali, la SIV e la Magneti Marelli (divenute poi Pilkington e Denso) hanno portato ad una vertiginosa crescita demografica, con la conseguente richiesta di un maggior numero di servizi.

Se oggi gli adolescenti sognano McDonald’s, centri commerciali più grandi e impianti sportivi dotati delle migliori attrezzature, ai giovani di ieri mancava tutto ed erano un sogno pizzerie, ristoranti, supermercati, palestre, cinema e teatri. I nostri nonni si incontravano semplicemente sotto casa per scambiare due chiacchiere, per giocare a carte o intonare una canzone. Erano i tempi in cui, appena alzati, mettevano la chiave di casa inserita nel portone, per dare la possibilità a chiunque di poter entrare ed essere accolti. Ora questo costume è andato perduto a causa della paura di essere derubati. I luoghi di ritrovo sono la villa comunale, i bar dove poter fare l’aperitivo, i pub, i centri commerciali, le palestre e d’estate il lungomare con i numerosi lidi che offrono musica dal vivo e divertimento.

Un’altra grande distinzione la possiamo individuare nelle scuole. All’epoca, non erano attrezzate come oggi, poiché non vi erano né i bagni né i riscaldamenti. Possiamo quindi dedurre che le esigenze fossero maggiori, ma spesso ci si adattava, ad esempio portando la legna da casa affinché si potesse accendere la stufa, unica fonte di calore nelle aule. Al giorno d’oggi, invece, per rispondere alle nuove necessità la scuola offre aule multimediali, progetti in vari ambiti disciplinari, stage all’estero, Erasmus e tutto ciò che anni fa era impensabile.

Nel dopoguerra, una città come San Salvo non aveva le strade asfaltate, bensì di breccia e non molto agevoli. Col tempo è quindi sorta l’esigenza di migliorare le vie di comunicazione affinché i mezzi di trasporto potessero circolare in maniera ottimale sul territorio sansalvese. Attualmente, invece, è importante curare la manutenzione stradale per cercare di salvaguardare quello che, con tanta fatica, è stato costruito.

Sulla base di quanto detto possiamo comprendere come nel dopoguerra vi era la necessità di pensare a come sviluppare il territorio, oggi invece è necessario mantenere ciò che è stato fatto e, per quanto possibile, migliorarlo. Tuttavia, per mantenere un livello di crescita armonioso, la costruzione di nuove opere pubbliche deve avvenire di pari passo con lo sviluppo della cultura, su cui bisogna investire per creare una città ideale.

Alessia D’Aloisio e Lorenzo Ciccarone