In occasione della Giornata Mondiale della Biodiversità il 22 maggio istituita dall’ONU nel 1992 e in relazione alle attività di educazione civica sugli Obiettivi 13, 14 e 15 dell’Agenda 2030 svolti in classe insieme alla prof.ssa Arbia, abbiamo pensato di scrivere un articolo scientifico con lo scopo di aumentare la comprensione e la consapevolezza dei problemi legati alla biodiversità.

La biodiversità è la grande varietà di animali, piante, funghi e microorganismi che costituiscono il nostro Pianeta. Una molteplicità di specie e organismi che, in relazione tra loro, creano un equilibrio fondamentale per la vita sulla Terra. La biodiversità infatti garantisce cibo, acqua pulita, ripari sicuri e risorse, fondamentali per la nostra sopravvivenza. Tuttavia, oggi questo fragile equilibrio è a rischio a causa della nostra presenza e delle attività umane. Ma quali sono i fattori che la stanno minacciando mettendo a rischio di estinzione molte specie di animali?

Il principale fattore di perdita di biodiversità animale e vegetale sono la distruzione degli habitat, a loro volta causate sia da calamità naturali (incendi, eruzioni vulcaniche, tsunami, alluvioni) sia e soprattutto da profondi cambiamenti del territorio condotti ad opera dell’uomo quali l’inquinamento del suolo, il bracconaggio e la deforestazione.

Ad esempio la distruzione della foresta tropicale per lasciare il posto a coltivazioni di soia, canna da zucchero o palma da olio; le aree selvatiche che vengono distrutte per prelevare piante o parti di piante per le industrie farmaceutica o cosmetica; la distruzione degli habitat naturali ad opera dei paesi ricchi e più industrializzati, per costruire aeroporti, centri commerciali, parcheggi, abitazioni.

Tutti questi fattori stanno portando ad una forte diminuzione del numero di esemplari di specie animali e vegetali, creando uno scompenso pericoloso di cui è difficile prevedere gli effetti.

Abbiamo preso in considerazione alcuni esempi di specie animali in via d’estinzione a causa dei danni provocati dall’uomo alla natura.

ELEFANTE DI SUMATRA (Elephas maximus sumatranus)

L’elefante di Sumatra è più piccolo della sottospecie indiana ed è estremamente minacciato. Negli ultimi 25 anni, questa specie endemica ha perso l’80% del suo habitat originario, principalmente a causa dell’intensa deforestazione operata per fare spazio alle dilaganti piantagioni di olio di palma e all’agricoltura intensiva. Un censimento della popolazione condotto nel 2000 ha indicato che rimangono in natura poco più di 2.000 esemplari, davvero troppo pochi per una delle specie ecologicamente più importanti della Terra.

CEBO DORATO (Sapajus flavius)

Scoperta nel 2006, questa scimmia, dalla pelliccia decisamente biondo-dorata, vive nelle aree costiere del Brasile. La sua casa – o ciò che e rimane – è la meravigliosa Foresta Atlantica del Nord-Est. Un ambiente devastato dalla deforestazione, dallo sfruttamento minerario e dalla colonizzazione urbana, dove moltissime specie selvatiche rischiano oggi lo sterminio totale. Sono soltanto 180 i cebi dorati censiti dagli scienziati in natura, il 50% dei quali sembra essere destinato a scomparire.

PANGOLINO DEL BORNEO (Manis javanica)

Cacciata in modo indiscriminato per la pelle e la carne, questa specie endemica delle foreste del Sud-Est Asiatico è attualmente tutelata da specifici programmi di conservazione, ma questo non ha fermato la crudeltà dei bracconieri, che continuano a sterminare le ultime popolazioni rimaste in natura dei prossimi decenni.

FRINGUELLO ARBORICOLO DI CHARLES (Camarhynchus pauper),

Questo uccello, endemico dell’Ecuador, vive esclusivamente sull’isola Floreana dell’Arcipelago delle Galapagos. Noto perché su di esso fiorì la teoria evolutiva di Darwin, oggi è tra le specie in pericolo di estinzione, a causa della distruzione dell’habitat in cui vive, della deforestazione, della conversione di territori in terreni agricoli, dei cambiamenti climatici e dalla predazione da parte di specie animali introdotte dall’uomo.

BALENOTTERA AZZURRA (Balaenoptera musculus)

La balenottera azzurra è il più grande mammifero che vive sulla Terra. E’ lungo 30 metri e pesa 15 tonnellate. Vive nelle acque dell’Oceano Pacifico meridionale. E’ a rischio di estinzione a causa delle chiglie e delle eliche delle grandi navi.

TARTARUGA MARINA (Caretta caretta)

La tartaruga marina comune è una specie diffusa tanto nelle acque degli Oceani Atlantico, Indiano e Pacifico quanto nel bacino del Mediterraneo e del Mar Nero. E’ seriamente minacciata dall’uomo in quanto sensibile a molte delle attività umane, tra cui la cementificazione, il degrado delle coste e dei litorali prescelti per la nidificazione, il disturbo del turismo nelle aree di riproduzione, e soprattutto la pesca accidentale con reti a strascico e reti fisse, che causa la morte di più di 40000 tartarughe l’anno. A tutto ciò si aggiunge la presenza della plastica in mare e sulle spiagge.

PAPPAGALLO ARA (Ara ararauna)

Il genere Ara comprende i pappagalli più grandi al mondo, originari dell’America Centrale Meridionale, e si contano in totale nove specie di questo genere. La maggiore biodiversità vive nella foresta Amazzonica che, come sappiamo, oggi è fortemente minacciata dalla deforestazione. A questo si aggiunge il bracconaggio operato dall’uomo con conseguente traffico illegale di questo splendido esemplare dal piumaggio appariscente e da un’intelligenza fuori dal comune. Ecco perchè questo splendido animale è sotto minaccia e a rischio estinzione.

PINGUINO IMPERATORE (Aptenodytes forsteri)

E’ il simbolo indiscusso dell’Antartide, dove vive sopportando le freddissime temperature che possono raggiungere fino ai -60°. Tuttavia, è una specie a rischio estinzione a causa dei cambiamenti climatici che minacciano la scomparsa dei ghiacciai e della banchisa con conseguenze disastrose per i pinguini, quali l’impossibilità di nidificare e di accudire i piccoli e della presenza dell’uomo che sta stravolgendo l’ecosistema impedendo alla fauna locale di riprodursi. Ad oggi, nel continente si contano circa una quarantina di colonie di questa specie, per un totale di 270 mila – 350 mila individui. Ma il previsto aumento di altri 2° porterebbe ad una ulteriore diminuzione di oltre il 50% delle colonie esistenti. Senza casa e senza cibo, la sorte del pinguino imperatore è segnata.

Proteggere la biodiversità è una delle priorità degli obiettivi 13, 14 e 15 dell’Agenda 2030. Insieme ai progetti di rimboschimento, l’ONU investe molte energie nella conservazione dei patrimoni forestali e montuosi e nella protezione della flora e della fauna, anche attraverso la creazione di parchi e aree protette. Ma la biodiversità è un patrimonio universale per tutta l’umanità e per questo conservarla deve diventare alche la nostra priorità, attraverso il rispetto di semplici regole e cambiando il nostro stile di vita. Ad esempio, bisognerebbe fare la spesa consapevole, scegliendo prodotti alimentari sani e biologici, cercando alimenti che abbiano poco imballaggio e acquistando prodotti a km zero; ridurre il consumo di carne e sostituirla inserendo nella dieta fonti proteiche di origine vegetale come i legumi; praticare una pesca sostenibile, salvaguardando le specie a rischio di estinzione; cercare di ridurre l’inquinamento, attraverso una corretta raccolta differenziata o muovendosi in modo sostenibile; e perché no…regalare un albero, vero protagonista del nostro Pianeta, essendo luogo di eccezionale biodiversità.

 

Tommaso Alberico, Gabriele Di Virgilio, Mario Liberti, Ivan Marcianelli, Alessio Tenaglia Antonio Zara – classe 1A