Partendo dall'antica Roma fino ad arrivare ai giorni nostri, le ragazze della classe 5A LS sono intervenute sul tema dell'omosessualità, facendoci comprendere ciò che spesso rimane occultato dai libri di storia.

Nella prima mattinata di sabato 26 marzo Carlotta Mastronardi e Sara Rossi ci hanno fatto visita in 3A LS per esporci un approfondimento sull’omosessualità e su come essa si sia espressa nel tempo.

Partendo dall’età classica, è incredibile osservare come sia cambiato il giudizio sulla sessualità: in Grecia, nel VII secolo a.C. già si accettava l’omosessualità della donna; la sessualità di grandi personaggi come Saffo o Alessandro Magno era normalizzata dalla società. Consapevoli di ciò, oggi nel 2022 ascoltare e sapere che ci sono discorsi qualunquisti e accuse contro la libertà di genere è inaccettabile.


Abbiamo compreso ciò che spesso rimane oscurato e incitato dai libri di storia, sorprendendoci nello scoprire che in età Romana non si condannava l’omosessualità in sé, bensì il ruolo che si ricopriva all’interno della coppia (attivo o passivo); oppure come nelle biografie di alcuni grandi imperatori romani spesso rimanga nascosta la loro tendenza omosessuale o bisessuale.

Per esempio, Sara ci ha fatto i nomi di personaggi rinomati e conosciuti da chiunque, come Giulio Cesare, colui che, amava farsi chiamare “il marito di tutte le mogli e la moglie di tutti i mariti” (era bisessuale), o “Regina di Bitinia” (per aver intrattenuto rapporti con il sovrano Nicomede IV). Anche Ottaviano veniva additato con disprezzo col nome di Ottavia e, mediante svariate fonti, sappiamo che ebbe uno schiavo (Sarmento) come suo compagno intimo preferito; citati anche esempi estremi per l’epoca, come quello di Nerone, che incoronò come propria sposa reale lo schiavo appena adolescente Sporo e si unì anche un uomo di nome Pitagora, oppure Eliogabalo,che si sentiva una donna e che arrivò perfino a promettere metà dell’impero a chi fosse riuscito a dotarlo di genitali femminili.

 

Grazie soprattutto al processo di ellenizzazione, Sara ha menzionato anche molti letterati che scrissero versi che esprimono la forte attrazione verso dei fanciulli. Scoviamo Virgilio, o il celeberrimo Catullo, di cui è noto solo il suo amore per Lesbia: in realtà scrisse anche del forte desiderio nei riguardi di un giovane chiamato Giovenzio.

Attraverso anche i nostri interventi e  considerazioni, abbiamo riflettuto su come le religioni, in modo particolare il Cristianesimo e l’Ebraismo, portarono una concezione diversa dell’omosessualità, considerandola un abominio e contro natura. È da qui che il pensiero muta e nascono le discriminazioni, che sempre più andranno ad aggravarsi nel Medioevo.

 

Carlotta infatti ci ha esposto come nei secoli successivi qualsiasi orientamento diverso dall’eterosessualità fu duramente represso e condannato con pene capitali.
Ma ci ha fatto anche notare come, contrariamente a quello che si può pensare, l’Italia divenne un vero e proprio “rifugio” per gli omosessuali, almeno fino a quando Mussolini nel 1931 adottò delle “misure di pulizia”.


Dopo la Seconda Guerra Mondiale inizierà la grande ribellione: il 28 giugno 1969, a New York, scoppiarono dei violenti disordini in seguito all’ennesimo raid della polizia in un bar frequentato da omosessuali e transgender. L’eco suscitata da quella ribellione diede forza al movimento LGBT che iniziò da allora ad acquisire maggiore visibilità e peso politico-sociale.

Il 28 giugno 1970 ci fu il primo gay pride della storia nelle maggiori città degli Stati Uniti (in Italia bisogna aspettare il 1972 per assistere al primo pride d’Europa).
I manifestanti rivendicarono ed ottennero maggiori diritti e maggiore rispetto, fino ad arrivare alla conquista più importante: il 17 maggio 1990 l’Organizzazione Mondiale della Sanità rimuove finalmente l’omosessualità tra le malattie mentali.

 

Si è fatta tanta strada e si è sempre più approfondita la ricerca della propria personalità e del proprio orientamento sessuale, tanto che sono nate negli ultimi anni nuove terminologie per indicarne il più possibile. Carlotta ce ne ha mostrate diverse attraverso il Pride Month: il mese di giugno che ogni giorno celebra una sfumatura dell’amore, il mese dell’orgoglio. Di orgoglio di essere quel che si è: persone, prima di tutto.

La sessualità nasce nell’individuo e perciò è unica. Abbiamo visto come la nostra storia e la nostra cultura hanno contribuito a creare ruoli separati nella società, ma noi non siamo uomini e donne “tagliati con il coltello”: bisogna accettare le diversità, e non discriminare per primo l’amore in tutte le sue sfumature.


Ringraziamo Carlotta Mastronardi e Sara Rossi per il loro interessante approfondimento, e le professoresse Annalisa Cespites e Sonia Vizzarri per aver sensibilizzato l’argomento con noi ragazzi.

 

Alessia D’Aloisio e Prisca Capraro 3A LS