Noi ragazzi della 1A LS abbiamo ideato e strutturato un sondaggio anonimo in modo da poter intervistare gran parte degli studenti per comprendere il loro pensiero e le loro opinioni sulla parità di genere senza condizionamenti. Grazie alle risposte date dagli studenti siamo riusciti ad ottenere preziose informazioni che abbiamo organizzato in grafici ed istogrammi. I compagni che hanno partecipato sono stati 50. Ci aspettavamo qualche numero in più.

 

Alla domanda “cosa intendi per parità di genere?” tutti gli studenti hanno dato la medesima risposta: l’uguaglianza dei diritti tra l’uomo e la donna. Secondo molti studenti (88%) donne e uomini non godono di parità nell’ambito lavorativo/scolastico e nella vita quotidiana, in contrapposizione al 12% degli studenti, che pensano invece che ci sia parità. Per il 58% degli studenti è sbagliato “etichettare” una donna per il suo modo di vestire, per il 30% anche l’uomo viene etichettato, mentre per il 12% è giusto stigmatizzare una donna perché il suo corpo è più provocante rispetto a quello dell’uomo.

Spesso le ragazze sono soggette al “catcalling”, cioè a molestie verbali rivolte prevalentemente a donne incontrate per strada. Comprende commenti indesiderati, gesti, strombazzi, fischi e avance sessuali in aree pubbliche come strade, centri commerciali, mezzi di trasporto e parchi. Per l’88% degli studenti il “catcalling” è da condannare perché le ragazze potrebbero offendersi, mentre il 12% pensa che sia un modo dei ragazzi per corteggiare.

Si pensa frequentemente che esistano sport, atteggiamenti, modi di parlare e di vestire esclusivamente per le donne o per gli uomini: il 78% degli studenti pensa che non esistano comportamenti adeguati distintamente a uomini e donne, per il 4% il calcio è uno sport esclusivamente maschile, secondo il 16% per gli uomini è normale dire parolacce o bestemmiare, mentre per una donna risulterebbe troppo scurrile, infine l’84% pensa che ognuno può vestirsi come vuole.

Alla domanda “perché l’uomo viene elogiato se frequenta molte donne, mentre le donne sono giudicate?” il 90% degli studenti risponde che ognuno può frequentare tutte le persone che vuole, indifferentemente dal genere, e non deve essere giudicato per questo. Invece il 10% ha risposto che una donna che frequenta molti uomini è considerata una “poco di buono”. Il 76% degli studenti pensa che sia peggio vedere una donna che fuma, rispetto ad un uomo.

Abbiamo chiesto inoltre se gli studenti avessero mai assistito ad una discriminazione di genere: la maggior parte ha risposto che non ha mai assistito ad una discriminazione di genere, ma che difenderebbe la persona discriminata, invece chi ha reagito ha affermato di non essere rimasto in silenzio a guardare, ma di aver difeso la vittima cercando di far capire al discriminatore che il suo comportamento era sbagliato. Infine abbiamo chiesto di fare un esempio di frase sessista e quelle che ci hanno colpito di più sono: “donna schiava, zitta e lava!”, “con le barbie ci giocano le femmine”, “non sono sessista, ma le donne devono lavorare in casa”, “donna al volante, pericolo costante”.

Siamo quindi giunti ad una conclusione seconda la quale la maggior parte degli studenti pensa che sia giusto godere di una parità di genere tra uomini e donne, ma ritiene che non sono ancora state colmate le differenze in ambito lavorativo, scolastico e nella vita quotidiana. Una piccola parte di studenti invece, è di tutt’altra idea: per loro, convinti di una parità già raggiunta, non esistono differenze tra i sessi e associano alcuni gesti, anche particolarmente gravi, come il “catcalling”, ad una modalità di corteggiamento.

 

Siamo ormai in una società molto evoluta e all’avanguardia, dove le donne, per molti anni, hanno fatto valere i loro diritti per cercare di ottenere una parità. Nonostante gli sforzi di chi crede e spera giustamente nell’uguaglianza dei sessi, ci sono ancora degli ostacoli da superare prima di poter vivere in un mondo dove uomini e donne godano di parità.

 

Gli studenti della classe 1A LS